Simbologia massonica e psicologia

Simbologia massonica e psicologia

studi170[1]Come ogni Scuola iniziatica, così anche la Massoneria, con il suo insegnamento per mezzo dei simboli, segue una rigida gradualità corrispondente allo sviluppo dei vari livelli dell’evoluzione umana: fisico o biologico, psichico – emotivo e mentale – e spirituale.

L’addestramento dell’Apprendista, simboleggiato dal lavoro sulla pietra grezza, ossia da un lavoro di sgrossatura, di eliminazione delle scorie più vistose e grossolane, si riferisce prevalentemente al corpo fisico ed a quello emozionale, ossia alle funzioni psicologiche della sensopercezione, dell’impulso-desiderio e dell’emozione-sentimento.

Vediamo quali strumenti gli vengono forniti a questo scopo al momento dell’iniziazione. Innanzi tutto, la parola iniziazione si riferisce all’inizio di qualcosa di diverso da ciò che costituiva sino a quel momento il prevalente interesse del profano: egli deve cioè cominciare a vedere le cose vecchie con occhi nuovi, a servirsi della visione interiore simboleggiata dal terzo occhio, iniziare un arduo cammino all’interno di se stesso per conoscersi e tramite la conoscenza di sé giungere alla conoscenza dell’Universo e di Dio.

Fra i simboli che decorano il Tempio vi sono quelli dei quattro elementi: è necessario infatti che l’iniziando ponga attenzione a quella che è la propria costituzione elementare, per arrivare a comprendere che la sua composizione quaternaria è identica a quella di tutto ciò che esiste nel cosmo e quindi di tutti gli altri esseri viventi, con i quali grazie a questa comunione può e deve sentirsi fratello.

Microcosmo nel macrocosmo, energia umana nell’energia cosmica, separato dal resto del mondo dalla propria forma che lo individua, ma identico nella sostanza, il profano rivede i suoi doveri verso microcosmo e macrocosmo nella solitudine un po’ angosciante del Gabinetto di Riflessione, dove stila il proprio testamento preparandosi a morire alla vita ordinaria per rinascere a quella iniziatica.

E qui, dove la sensopercezione cui è abituato gli è di ben poco aiuto per la semioscurità e gli insoliti simboli che lo attorniano, egli deve fare i conti con la propria emotività, che la suggestione del luogo e del momento tende ad esasperare. Il desiderio di essere accolto nella fratellanza massonica combatte forse con l’impulso di alzarsi e andarsene, i sentimenti più disparati gli si affollano nel cuore oscurandogli la chiarezza della mente. In queste condizioni, la stesura del testamento è qualcosa che esula completamente dal comportamento normale dell’individuo, per cui vi sono stati testamenti come quello del Carducci che hanno rivelato in una sola parola “AMORE” il livello evolutivo cui l’iniziando era giunto spontaneamente.

I colpi non ritmati che il profano batte alla porta del Tempio simboleggiano questo suo tumulto interiore, ma anche il disordine che domina nella vita di chi non abbia alcuna idea della gerarchia che regge non solo le istituzioni mondane, ma anche e soprattutto l’ordine del creato, l’ordine cosmico, e per analogia anche la vita del microcosmo, dell’uomo stesso. Questo stesso disordine regna sovrano nella psiche della grande maggioranza degli uomini, che si affannano senza sapere perché verso mète che quasi sempre li deludono, con un tale spreco di energia che per molti di loro si può dire che giungono alla morte senza avere masi vissuto. Ma colui che ha scelto di essere iniziato, ha scelto da uomo libero, quindi ha correttamente usato quella tra le facoltà psicologiche che le coordina tutte armonizzandole, cioè la volontà. E l’energia psichica sprigionata dall’atto volitivo e indirizzata verso una mèta valida gli consentirà di trasformarsi “da uomo di desiderio in uomo di volontà” e di mutare il suo comportamento da semplice reazione agli stimoli esterni ed interni in un comportamento attivo, capace di influenzare anziché di esserne influenzato.

Il M.:. V.:. ed i Sorveglianti, una volta che il profano è stato introdotto nel Tempio e fatto sedere, gli illustrano i concetti massonici di tolleranza, libertà, morale e virtù corrispondenti alla regole, al potere, alla legge ed alla forza, tutto ciò in funzione del raggiungimento del fine ultimo che è la saggezza, cioè l’equilibrio. Da un punto di vista psicologico, si può dire che l’iniziando viene invitato e stimolato al controllo del proprio comportamento esteriore quale riflesso e risultato del raggiungimento di una consapevolezza interiore sui seguenti punti: il potere dell’IO, cioè del centro di coscienza e di volontà, di dominare tutte le funzioni psicologiche; le leggi della psicodinamica che consentono di trasformare l’energia psichica secondo il fine cui deve essere indirizzata; la forza che deriva dalla scoperta delle proprie potenzialità latenti e della possibilità di utilizzarle secondo la volontà dell’IO.

Seguono i tre viaggi simbolici attraverso l’acqua, l’aria ed il fuoco, che corrispondono rispettivamente al livello emozionale, mentale e spirituale. Tuttavia in grado di Apprendista questi simboli vengono usati solo per rappresentare la purificazione, ossia la liberazione dai condizionamenti, dai preconcetti e dai pregiudizi, cioè di tutto quanto può ostacolare la libera espressione dei sentimenti ed il libero esercizio della funzione mentale. Il M.:.V.:. precisa che il secondo viaggio compiuto fra gli ostacoli ed il frastuono è il quadro della vita umana, con le passioni che l’agitano e le difficoltà che si frappongono, ma in realtà è la vita interiore che è gremita di ostacoli alla realizzazione dell’essere umano nella sua completezza e perfezione: le passioni altro non sono che gli istinti, gli impulsi e le emozioni che vanno integrati ed armonizzati con la razionalità e l’intuizione, mentre gli ostacoli rappresentano i blocchi psichici, i complessi e le frustrazioni che ritardano la crescita interiore.

Nello spiegare il significato del terzo viaggio, il M.:.V.:. precisa che difficoltà ed ostacoli scompaiono gradualmente sotto il passo dell’uomo che perseveri nel cammino iniziatico, ma che tuttavia egli si trova ancora nella necessità di lottare. Continuando tale cammino e allenandosi al corretto uso delle proprie facoltà l’uomo incontra via via sempre meno ostacoli alla propria realizzazione; tuttavia persistono le intime lotte fra le varie deviazioni caratteriali che potremmo chiamare subpersonalità, in quanto, finchè un ruolo non è giocato coscientemente, finchè vi è il prevalere di una funzione psicologica rispetto alle altre, l’individuo è soggetto a continui mutamenti dello stato d’animo, a cambiamenti del tono dell’umore, a reazioni contrastanti che gli tolgono la serenità. Solo allorché abbia raggiunto la propria centralità e l’armonico sviluppo di tutte le sue potenzialità egli potrà dire di possedere una personalità armonica ed equilibrata, tale da poter fare di lui uno di quegli uomini che lasciano la propria impronta nella storia dell’umanità.

Ma il momento culminante dell’iniziazione lo si ha al termine del quarto viaggio, al momento in cui il M.:. V.:. indica nel fuoco il simbolo dell’amore: “Possa il vostro cuore infiammarsi di amore per i vostri simili; possa questo amore improntare le vostre parole, le vostre azioni, il vostro avvenire. Non dimenticate mai il precetto universale ed eterno: non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te e fa’ agli altri tutto il bene che vorresti che gli altri facessero a te.” E poiché il simbolo è analogo, dopo il riferimento al fuoco il M.:.V.:. parla del sangue da versare per una giusta causa, dopo di che illustra al neofita i suoi doveri di solidarietà umana prima di invitarlo alla promessa solenne.

Sui simboli del fuoco e del sangue e sul concetto di amore universale vi sarebbe molto da dire, ma soprattutto vi è molto da fare per liberarsi da tutto ciò che è frutto di condizionamenti, di insegnamenti nozionistici e non di vero convincimento relativo a ciò che si è imparato nel corso dell’esistenza e vissuto con cuore ed anima. Fuoco e sangue sono i simboli della vita, dell’eterno pulsare dell’energia che ha dato luogo alla manifestazione, della creazione perenne che si rinnova ad ogni nascita, fisica o simbolica, la nascita di un bimbo o la nascita di un libero muratore. Entrambi iniziano un viaggio che non potrà condurre ad alcuna mèta se non sarà costantemente alimentato dal fuoco dell’amore: amare ed essere amati è infatti un bisogno primario ed insopprimibile dei viventi e il suo mancato soddisfacimento dà luogo a complicati processi psichici di compensazione che spesso sfociano in nevrosi. Ma il vero amore non ha niente a che fare con la sfera emotiva, il vero amore non è un sentimento ma si manifesta come irradiazione energetica vivificante e inebriante, come amore impersonale per se stesso, per tutti gli altri uomini in cui ciascuno si rispecchia, e per la Natura, la Grande Madre che impregnata dallo spirito dà e mantiene la vita.

Gli ultimi due simboli su cui è interessante soffermarsi per darne un’interpretazione in chiave psicologica sono quello della spada e quello del segreto. La spada viene in gioco assai spesso nel rituale massonico e nella cerimonia dell’iniziazione ha una parte preponderante: la punta della spada è il primo contatto che il profano ha con quel che si trova nel Tempio e che egli non vede perché è ancora bendato, le spade sguainate sono la prima cosa che egli vede al momento in cui gli è data la Luce. Ora, il simbolo della spada è antichissimo e la sua interpretazione è costante anche in psicanalisi.

Infatti, mentre la verga ed il bastone sono inequivocabilmente simboli fallici, così come la coppa è simbolo femminile, la spada rappresenta l’Androgino, essendo formata dall’unione della lama – maschile – con l’elsa – femminile. Ed anche chi non abbia molta dimestichezza con i simboli sa che l’Androgino è la rappresentazione dell’unità, della sintesi, della completezza, della perfezione. Ma la sintesi fra maschio e femmina non sta soltanto nell’unione sessuale che a sua volta è perfetta e completa quando rappresenta anche la comunione spirituale. Infatti ogni essere umano possiede come è noto ormoni maschili ed ormoni femminili, per cui il sesso è determinato solo dalla prevalenza degli uni o degli altri, ed anche a livello psicologico ogni individuo possiede caratteristiche e facoltà di tipo maschile o femminile. Ad esempio la razionalità è funzione attribuita prevalentemente agli uomini, mentre l’emotività è caratteristica soprattutto femminile; la volontà è maschile, l’intuizione è femminile, e così via. Allora, per raggiungere l’armonizzazione della propria personalità, l’uomo, il massone, dovrà celebrare dentro di sé le mistiche nozze con la Rosa Bianca della Cavalleria, dovrà cioè in una sorta di alchimia spirituale fondere e sintetizzare nell’IO le proprie facoltà, tendenze, capacità, attitudini, sia di tipo maschile che di tipo femminile, per creare l’Androgino della personalità integrata.

E veniamo al Segreto che caratterizza ogni cammino iniziatico. Nelle scuole esoteriche le riunioni rituali vengono chiamate Misteri ed il Segreto è difeso gelosamente nei confronti dei profani. Ora, viene spontanea una osservazione preliminare: al giorno d’oggi in cui i rituali si possono acquistare in qualsiasi libreria, che senso ha parlare di segreto? Eppure i massoni si riuniscono per il potere di questo segreto, agiscono in nome di questo segreto, tendono per tutta la vita al possesso sempre più completo di questo segreto. La spiegazione è abbastanza semplice e sta nell’interiorità dell’uomo: perché quando, costruita una personalità armonica e integrata, divenuto padrone di se stesso, acquistata la conoscenza e la coscienza di ciò che è e di ciò che può diventare, l’uomo, il massone, giunge a poter dire “Io sono”, questa sua certezza, questa sua forza, gli consentono di compiere l’ultimo balzo dopo il quale sarà veramente un Maestro, maestro di se stesso e maestro di vita per gli altri. E questo balzo consiste nel passaggio dal personale al transpersonale, dal finito all’infinito, dalla molteplicità all’unità, dal temporaneo all’eterno. Dalla conoscenza di se stesso l’uomo perviene, con la necessaria maturazione, alla conoscenza dell’Universo e quindi al contatto con la divinità, che non è qualcosa di estraneo e di esterno a lui, ma è la sua stessa essenza, non di lui solo ma di tutto ciò che compone il Creato.

La creatura viene dunque a conoscere il Creatore; e questa conoscenza non è emotiva, come quella delle donnette che cadono in preda a crisi isteriche in cui credono di vedere un’immagine sacra che piange o si muove; e non è nemmeno razionale, come quella che il filosofo si illude di raggiungere con le sue astruse speculazioni. E’ una conoscenza che si raggiunge per mezzo di un’unica funzione psicologica, l’intuizione, che costituisce il canale attraverso il quale la coscienza universale, la mente cosmica si mette in contatto con la coscienza e la mente umana.

Ogni essere vivente, e quindi anche l’uomo, ha un suo livello evolutivo che gli consente di giungere ad una soglia, ma non di oltrepassarla; però l’uomo, unico tra i viventi del creato – o per lo meno di quella parte dell’Universo che è stato possibile conoscere fino ad oggi – in grado di disporre di se stesso, di usare il suo libero arbitrio per attingere alla conoscenza del bene e del male, ossia delle polarità opposte, può, con uno sforzo congiunto di mente e cuore, superare i propri limiti, vincere il Guardiano della Soglia e penetrare così nel mistero di se stesso per guardare la propria essenza.

Ma poiché il linguaggio di cui si servono gli uomini dopo la caduta della Torre di Babele è sempre inadeguato alla esatta espressione del suo pensiero, è inevitabile che esperienze del tipo di quella cui si è accennato siano indescrivibili, inenarrabili e possano essere comunicate con un semplice sorriso solo a chi ne sia stato a sua volta protagonista. L’esperienza delle vette è intraducibile: non vi è che da salire la montagna per vedere dalla cima più alta un paesaggio che non si può apprezzare se non con i propri occhi e non già attraverso le descrizioni altrui.

Ma l’esperienza delle vette è anche l’esperienza della propria profondità interiore, poiché sappiamo – ed è stata l’antica saggezza della Tavola di Smeraldo ad insegnarcelo – che ciò che è in alto è come ciò che è in basso e ciò che è in basso è come ciò che è in alto, per fare il miracolo dell’Unità. E questo è, in sintesi, l’unico e vero Segreto massonico.

Ottavio Gallego