Il Gran Maestro Onorario Luigi Manzo : fu Serenissimo Gran Maestro del Rito Simbolico Italiano dal 1993 al 1998

Fratello Luigi Manzo

Luigi Manzo, Gran Maestro Onorario del Grande Oriente d’Italia e già Serenissimo Gran Maestro del Rito Simbolico Italiano negli anni 1993-1998, si è spento la sera del 19 gennaio 2016. Ci ha lasciato dopo una lunga malattia che ha affrontato con grande tenacia com’era nel suo carattere. A novembre aveva compiuto 86 anni gran parte dei quali dedicati alla Massoneria: il suo brevetto di primo grado è datato 1 marzo 1966. Notaio conosciuto e apprezzato a Trapani, figlio di Francesco, primo sindaco trapanese della Repubblica, Luigi Manzo ha ricoperto nel Grande Oriente d’Italia ruoli di prestigio fino ad assumere la carica di Gran Maestro Onorario.

Come da sua volontà, il Gran Maestro Onorario Manzo sarà cremato e le esequie si sono svolte giovedì 21 gennaio, alle ore 10, quando il feretro è uscito dalla sua casa a Trapani, in via Scontrino 17.

Il Gran Maestro del GOI Stefano Bisi, a nome della Giunta e di tutti Fratelli del Grande Oriente d’Italia, ha partecipato al dolore della famiglia Manzo ed espresso profonda tristezza per la perdita di un Fratello esemplare. Il Serenissimo Presidente del Rito Simbolico Italiano Giovanni Cecconi, il Consiglio di Presidenza e tutti i Fratelli Maestri Architetti del RSI salutano il suo passaggio all’Oriente eterno, sempre memori del segno che ha lasciato nel Rito con la sua vita e la sua opera.

 In memoria di un Maestro Architetto, Massone esemplare

Toc, toc, toc…puntualmente, arrivava in Loggia mediamente tra le 20 e 15 e le 20 e 20. In tempo per scambiare i saluti e le quattro notizie importanti, prima di entrare tutti, puntualmente, alle 20 e 30, nel Tempio. Quando arrivava era sempre una gioia condivisa. Ancora di più negli ultimi tempi, in cui la sua malattia non gli permetteva di essere assiduo. Anche martedì 19 gennaio era atteso da tutti. Lui passa all’Oriente Eterno alle 20 e 15 e subito dopo, alle 20 e 20 è arrivata la telefonata della moglie che ne annunciava il trapasso. Puntuale, anche in questa Tornata di Loggia; che si riunisce puntualmente di martedì. Ha voluto essere presente, anche quella Tornata”. (Un F:.M:.A:. della R.L. Rinnovamento n° 348, all’Oriente di Trapani)

         Per chi non lo conosceva, la sua espressione poteva risultare severa; quasi, arcigna. Ma nei tanti anni di frequentazione, dentro e fuori la Loggia, ogni tanto si riusciva a farlo parlare dei suoi lunghi anni di militanza massonica nei quali aveva rivestito le cariche più elevate e prestigiose: Gran Maestro Onorario del Grande Oriente d’Italia, e quella di Serenissimo Presidente del Rito Simbolico Italiano. Nella vita profana è stato un Notaio, discendente di una lunga serie di Notai massoni che avevano già dato lustro alla città di Trapani ed alla Istituzione Massonica. Suo padre, il Notaio Francesco Manzo aveva retto la città ancora nel periodo dell’occupazione americana della Sicilia. Era stato scelto perché massone, quindi antifascista; con tanta parentela massonica e antifascista.

         Quando si riusciva a superare la sua naturale ritrosia (non era suo costume il vantarsi) allora veniva fuori tutto il suo amore per gli Ideali massonici, la sua notevole preparazione culturale e le tante situazioni importantissime vissute in prima persona per la Massoneria Universale, per il Grande Oriente d’Italia e per il Rito Simbolico Italiano. Da Presidente del Rito Simbolico Italiano, insieme ai maggiorenti degli altri Corpi Rituali (il Rito Scozzese Antico ed Accettato, in Primis) si oppose al tentativo di esautorare il Grande Oriente d’Italia, operato da Giuliano Di Bernardo che fondò all’uopo la Gran Loggia Regolare d’Italia. La Storia, adesso, ci indica chiaramente chi aveva ragione; ma allora furono realmente tempi difficili per tutti i Liberi Muratori del Grande Oriente d’Italia: c’erano ancora gli strascichi della “trista” vicenda della P2, della quale il G.O.I. fu vittima delle macchinazioni di Licio Gelli. Allora ci fu una nuova “crociata mediatica” anti-massonica che prese le mosse dall’inchiesta del giudice Cordova.

Nel corso della sua lunga militanza massonica, ha dato molteplici contributi alla ri-emersione, ed alla sempre più maggiore diffusione, del pensiero pitagorico e dell’esteso collegamento culturale tra esso e la moderna Libera Muratoria.

Sempre, il Fratello Luigi Manzo è stato coerente con i più limpidi valori massonici, indicati nei Cinque Punti della Fratellanza, posti a fondamento del Rito Simbolico Italiano. Sempre è stato un cittadino onesto che opponeva il suo comportamento a chi afferma che tutti i siciliani sono mafiosi o che tutti i massoni sono delinquenti.

Sempre è stato un Fratello Maestro Architetto esemplare.