L’Addio a Carlo Azeglio Ciampi, Presidente della Repubblica dal 1999 al 2006.

L’Addio a Carlo Azeglio Ciampi, Presidente della Repubblica dal 1999 al 2006.

I messaggi di cordoglio di Giovanni Cecconi, Serenissimo Presidente del Rito Simbolico Italiano,

e di Gustavo Raffi, ex Gran Maestro del G.O.I.

 

Allievo di Guido Calogero, che era stato suo professore alla Normale di Pisa e uomo di profonda onestà morale ed intellettuale, Il Presidente emerito della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi improntò la linea del suo alto Ministero ripartendo dal concetto iniziale dell’identità nazionale, che difese, sempre, con tenacia, affermando che l’Italia di oggi è legata indissolubilmente alla Tradizione Risorgimentale e alla Resistenza, anello di congiunzione con la medesima.

Il suo pensiero, permeato di azionismo patriottico mazziniano, è legato indissolubilmente al concetto di Repubblica.

Ciampi ha fatto amare l’Italia, Il Risorgimento, la Tradizione italica e l’Inno nazionale.

Di ciò gli siamo grati.

Giovanni Cecconi,

Serenissimo Presidente del Rito Simbolico Italiano

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Addio mio Presidente.

Carlo Azeglio Ciampi, insigne Presidente emerito della Repubblica ci ha lasciato.

Il suo alto magistero, rispettoso della laicità e informato ai valori della Carta Repubblicana ha contrassegnato negli italiani il risveglio del senso delle Istituzioni e la riaffermazione dei valori patriottici e con essi la riscoperta della propria storia ed identità.

Ciampi ci ha insegnato a non vergognarci a parlare di Patria, nel timore assurdo di essere confusi con coloro che ne avevano usurpato i valori.

Nel porgere l’estremo saluto, l’auspicio che gli uomini liberi si impegnino ad onorarne la memoria.

Gustavo Raffi,

ex Gran Maestro del G.O.I.

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Durante le celebrazioni del XX Settembre, a Rimini, il già Presidente dell’Istituto Storico del Risorgimento, sig. Giovanni Luisè, ha ricordato la emerita figura del Presidente Carlo Azeglio Ciampi.

Luisè ha ribadito che la figura di Carlo Azeglio Ciampi non deve essere mai dimenticata e la sua memoria deve accompagnarci, oggi e sempre.

Il XX Settembre ha assunto il vero significato che tale data merita, solo grazie alla sua ostinata azione di mazziniano – repubblicano – liberale vero e non solo a parole, nonché di uomo d’azione durante la Resistenza nella Brigata Mazziniana.
Col suo fare ed esempio ha fatto amare agli italiani questa ricorrenza, il Tricolore ed il Canto degli Italiani, con fierezza.

Istituto Storico del Risorgimento

Giovanni Luisè

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Con Carlo Azeglio Ciampi scompare una figura risorgimentale, un servitore fedele e disinteressato della Repubblica, che ha onorato la sua affermazione rivolta agli italiani di”tenere sempre la schiena diritta”.

Ci lascia l’esempio di una vita dedicata al bene comune e al rispetto dei Valori della nostra Costituzione. Sua la rivalutazione della parola “Patria”, per tanti anni obliata per l’eredità della retorica del regime fascista, del tricolore come simbolo dell’Unità Nazionale, della continuità tra il primo e il secondo Risorgimento.

Intervenendo alla Scuola Normale di Pisa, di cui era stato allievo, nel dicembre 2002 ebbe a dire “quando ci interroghiamo su come costruire una società adeguata alle sfide del futuro, gli spunti di fondo ci vengono dal passato: lì è la base culturale di quei beni preziosi, conoscenza e innovazione, che oggi sono la risorsa principale dell’epoca in cui viviamo”. Ciampi era un livornese “di scoglio”, una espressione che indica le caratteristiche di chi nasce in una città che fondata nel 1606 venne popolata attraverso le leggi “livornine” che consentivano l’asilo e l’accoglienza senza discriminazione di razza, religione, usi e culture diversi. Rileggerle sarebbe utile anche per comprendere la realtà di oggi. La sua autobiografia”da Livorno al Quirinale” dovrebbe figurare tra i libri di testo della nostra scuola. Allievo dell’Istituto San Francesco Saverio dei Gesuiti conservava il messaggio di San Ignazio di Lojola “perinde ac cadaver ” che Ciampi ha riservato alle Istituzioni della Repubblica. Abbiamo avuto l’onore di incontrarlo nelle tante visite che lo riportavano nella sua Città. Anche a Lui venne rivolta “l’accusa” di essere massone, una novella metropolitana durata anni, per il semplice fatto che lo storico negozio di ottica della famiglia si trova accanto alla sede del nostro Oriente.

La partecipazione popolare registrata in occasione della sua scomparsa è stato il giusto omaggio ad una personalità eccezionale, che ha contribuito come pochi a scrivere una delle pagine migliori della nostra Storia collettiva.

Massimo Bianchi 3°

Gran Maestro Onorario