L’Odio – Riflessioni

L’Odio – Riflessioni

balaustraOdio-03-2014

Nello stesso modo in cui due Spiriti possono comunicare, scambiandosi significati complementari o almeno compatibili, anche un primo approccio fra due esseri può, di contro, rilevare quanto i contenuti dei loro Spiriti siano fatti di significati contradditori; o almeno incompatibili e tali da generare odio o avversione.

Ma che fare per uno Spirito che porta con sé significati tanto contradditori con quelli degli altro? Che fare per evitare quanto purtroppo accade spesso, che ci si rivolga all’altro con..epiteti!, male parole, indifferenza, disprezzo e derisione e sol perché egli non la pensa come me o non condivide la mia visione della vita ?

Che cosa deve fare un individuo i cui significati che gli rappresentano il mondo siano in contraddizione con quelli del suo vicino, tanto da renderlo incapace di avere con lui una comunicazione autentica, come si conviene tra Spiriti?

Innanzi tutto egli deve evitare di credere di avere sempre ragione e di non sentirsi autorizzato ad assegnare, all’altro, epiteti più o meno aggressivi.., ma usare invece una delle altre proprietà fondamentali, messe a disposizione dal suo Spirito: la Riflessione; che gli permetterà di “individuare” nuovi significati per i segni esterni, partendo da quelli che già possiede.

Ciò dovrà consistere nel rimettere in discussione i suoi vecchi significati e, senza per questo dimenticarli, dotarsene di nuovi, da permettergli di non mettere più il suo Spirito in opposizione totale con quello dell’altro aprendo, invece, possibili vie di comunicazione col medesimo.

Queste vie esistono sempre, basta cercarle!

Esse esistono perché nessun significato è mai assoluto perché “non essendo esso” il mondo esterno stesso, bensì una sua rappresentazione possibile, e così come nei calendoscopi si possono organizzare, tra loro, gli stessi oggetti, per formare immagini diverse, ognuno di noi potrà farsi una “nuova rappresentazione” del mondo non più in contraddizione con quella dell’altro.

Peraltro, così facendo, non si abbandona la nostra vecchia rappresentazione, ma la si ingrandisce!, affinché ci faccia scorgere l’aspetto dell’Universo, visto dalla finestra dell’altro.

Insomma: bisogna cercare di vivere una rappresentazione del mondo che abbia abbastanza finestre per comunicare con quella scelta dal nostro vicino, per poter ampliare il nostro campo di coscienza del mondo, grazie alla vista dell’altro.

La riflessione, intesa come meditazione e immaginazione, è quindi anche la proprietà dello Spirito, una proprietà capace, se ben usata, di trasformare l’odio in amore e rispondere ai dettami “Conosci te stesso” e “Ama il prossimo tuo come te stesso”.

Il Ser. Presidente del Rito Simbolico Italiano

Fr. Maestro Architetto

Giovanni Cecconi