Rimini, Gran Loggia 2015: Intervento del Serenissimo Presidente e Gran Maestro degli Architetti del Rito Simbolico Italiano

Rimini, Gran Loggia 2015: Intervento del Serenissimo Presidente e Gran Maestro degli Architetti del Rito Simbolico Italiano

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Ven. Gran Maestro, Fratelli all’Oriente, Fratelli tutti,
porto, con piacere il saluto e l’augurio di buon lavoro, mio e di tutti i Fratelli Maestri Architetti del Rito Simbolico Italiano, a questa Gran Loggia.

Penso che, l’atto più fantasioso e rivoluzionario sia quello d’incontrare l’amore, che è l’unica forza capace d’essere fertile.

Così, i fratelli del Rito Simbolico Italiano, uniti in un abbraccio con quelli del Rito Scozzese Antico ed Accettato, ormai, due secoli fa, generarono il Grande Oriente d’Italia, cui conferirono tutti i propri gradi, con l’amore che, solo la profonda consapevolezza della forza e della ricchezza dell’unione, poteva rendere saldo e fattivo.

Nel cuore d’ogni fratello Simbolico è radicato e forte il principio che il Grande Oriente d’Italia è il Rito Simbolico e che il Rito Simbolico è il Grande Oriente d’Italia e da questa straordinaria Fedeltà, mai venuta meno negli anni successivi ( nemmeno durante le più atroci vicende belliche) ha caratterizzato quel riconoscimento di Sentinella dell’Ordine, di cui ci sentiamo fieri d’essere investiti dall’intera comunità.

Perciò, il nostro saluto, oggi, al Venerabilissimo Gran Maestro ed a tutta la comunità massonica italiana del Grande Oriente d’Italia è incentrata sul concetto di Fedeltà.
Fedeltà all’Istituzione, al Rituale, alla Tradizione, al sacro ed all’amore, che lega, nella catena d’unione, tutti e ognuno dei fratelli, all’armonia e non alla disarmonia.

Fedeltà, che garantiamo e pretendiamo, in ogni ambito e sede, in nome di quegli ideali, che costituiscono l’identità profonda del massone, qualunque sia il tempo ed il luogo, nel quale operi.

La nostra massoneria, che ha distillato un’identità definita e specifica della via italica, quella sintetizzata nei Cinque Punti della Fratellanza, della quale il rituale d’elevazione a maestro è il principale e necessario collegamento, deve sapersi elevare dai metalli e fare, sempre più, della ricerca esoterica, lo strumento principale, nei fatti e non solo negli enunciati ed usare erudizione e cultura, come strumento e non come fine, affinché vi sia operatività concreta, in ogni momento della vita massonica e profana.

La Massoneria, la nostra, dell’anima e del cuore, che porti a vivere, poi, la vita, nella pienezza della spiritualità, in grazia, sotto l’egida dell’intelletto, attuando quella filantropia, che è propria d’ogni atto d’amore, che noi, oggi, portiamo in dono.

Per essere felici, cari fratelli, occorrono due cose: una grande fantasia, la creatività ed un’assoluta sincerità.

La nostra famiglia è, innanzi tutto, testimonianza concreta e reale di quella volontà espressa e ribadita da ogni rituale, di lavorare per il bene dell’uomo e dell’umanità.

Ciò non potrebbe, nemmeno, ipotizzarsi se l’amore e, quindi, la fedeltà alla fratellanza non fosse germe d’ogni pensiero e d’ogni proposito che ci muove.

Questo è il nostro impegno, questo è il nostro proposito , questa è la nostra identità di Simbolici.

Oggi e sempre.

Un abbraccio fraterno a tutti voi.

Il Serenissimo Presidente e Gran Maestro degli Architetti

del Rito Simbolico Italiano

Giovanni Cecconi