Carissimi Fratelli Maestri Architetti,
nell’approssimarsi del 24 giugno, data che la Tradizione iniziatica associa a San Giovanni Battista e al tempo del Solstizio d’Estate, desidero rivolgere a ciascuno di voi un pensiero di fraterna vicinanza.
La nostra Tradizione ci invita a considerare questo momento dell’anno non soltanto come una ricorrenza simbolica, ma come un’occasione preziosa di riflessione sul cammino che ciascuno di noi è chiamato a percorrere.
Nel momento in cui la Luce raggiunge la sua massima espansione, la natura ci ricorda che ogni compimento apre una nuova fase del viaggio. È il tempo in cui la Luce manifesta pienamente la propria forza e, al tempo stesso, inizia il proprio cammino verso una più profonda interiorizzazione.
Per noi, che nel Simbolo riconosciamo uno strumento di ricerca e di conoscenza, il 24 giugno può rappresentare un invito a interrogare noi stessi sul lavoro svolto e su quello che ancora ci attende.
Quale Luce abbiamo saputo accogliere?
Quale Luce siamo riusciti a trasformare in consapevolezza?
Quale parte della nostra pietra richiede ancora pazienza, disciplina e cura per essere lavorata?
È proprio alla luce di queste riflessioni che assume particolare significato il modo in cui il nostro Rito scandisce il tempo del lavoro iniziatico.
Noi Fratelli Maestri Architetti apriamo i lavori all’alba, quando appare la Stella del Mattino, e li chiudiamo al tramonto, quando compare la Stella della Sera.
L’alba e il tramonto non rappresentano semplicemente due momenti della giornata, ma diventano immagini del percorso iniziatico. L’apertura dei lavori è associata alla nascita della Luce, quando l’oscurità si ritira e lascia spazio alla conoscenza. La Stella del Mattino annuncia l’avvento della Luce e rappresenta il primo segno della Verità che si manifesta all’orizzonte della coscienza.
Allo stesso modo, la chiusura dei lavori è collegata al tramonto, che segna la conclusione dell’Opera quotidiana. È il momento in cui il Maestro Architetto riflette sul lavoro compiuto e si dispone al raccoglimento interiore.
La Stella della Sera richiama quella Luce che continua a brillare nell’uomo anche quando il Sole è tramontato, ricordandoci che la ricerca della Verità non si conclude con i lavori, ma prosegue nel silenzio della meditazione, nella riflessione personale e nella vita quotidiana.
Il ciclo dell’alba e del tramonto rappresenta così il cammino della conoscenza: dall’oscurità alla Luce, dal dubbio alla consapevolezza. Esso richiama inoltre il necessario equilibrio tra operosità e riflessione, tra azione e meditazione, tra il lavoro esteriore e la crescita interiore.
In tal modo, ogni apertura contiene già il seme di una futura chiusura e ogni chiusura prepara una nuova apertura, ricordandoci che il cammino verso la Luce è un processo continuo di perfezionamento e di ricerca.
Il continuo alternarsi tra la luce esteriore e la luce interiore richiama così il senso più profondo della Tradizione di San Giovanni. Il Solstizio non celebra soltanto il trionfo della Luce, ma richiama ciascuno di noi alla responsabilità di custodirla, alimentarla e tradurla in vita vissuta.
La figura di Giovanni, uomo della soglia e del passaggio, ci ricorda che il compito dell’iniziato non consiste nel trattenere la Luce per sé, ma nel renderla viva e autentica, trasformandola in coscienza, in rettitudine, in operosità e in fraterna presenza.
Che ciascuno di noi possa dunque custodire quella Luce nel silenzio del proprio Tempio interiore e farne, nel mondo, un segno discreto ma riconoscibile.
Perché la Luce che non si traduce in vita, rimane soltanto splendore; la Luce che diviene opera, genera Armonia.
Con Triplice Fraterno Abbraccio e Armonia
Il Serenissimo Presidente del Rito Simbolico Italiano
M∴A∴ Mauro Raimondi